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24 gen 2009

il futuro della fis

stiamo costruendo la nuova FIS e sono già a Bologna. riunione domattina e primo pomeriggio e poi ritorno a Napoli.
si respira veramente un bel clima ma siamo ancora distanti dal dare una struttura che sappia costruire quotidianamente un futuro migliore, capace di unire i punti salienti dello scautismo italiano e che sappia qualificare le differenze come punto di arricchimento a prescindere dalle persone coinvolte; che sappa valorizzare le esperienze delle singole associazioni e che sappia Contare senza Contarsi, che sappia Contarsi per valorizzarsi. che sappia valorizzare l'esperienza dell'Individuo attraverso il riconoscimento della dignità di ciascuno senza limitare la libertà a nessuno.

ma i passi da compiere sono tanti e siamo solo all'inizio.

vi terrò informati.

sergio

21 gen 2009

A Casa di Obama e a casa nostra

c'è stato il nuovo insediamento.
ero un fan di barack dalla prima ora. sono iscritto alla sua mailing list. credo nel suo sogno (è famosa la frase con cui mi prendono in giro imitando la mia cadenza "IO HO UN ZOGNO")...
ma ora inizio ad avere dubbi sulla forza da esprimere e sulla costanza. Sul senso della solitudine che lui avrà e sul senso della solitudine nel sopportare le inevitabili scelte che dovrà condurre.
avrà centinaia di consiglieri intorno, ma nessuno di loro avrà forza per difendere le idee che di volta in volta saranno di Barak, anche se suggerite dai consiglieri.

Respirare l'aria che tira nel suo sito (finora Change.gov ed ora whitehouse.gov) dà vigore per cambiare. Ma innescare il cambiamento è vermante difficile, soprattutto se il cambiamento deve venire dal cuore del singolo, deve abbracciare le culture e deve stimolare la nascita di un mondo diverso, presumibilmente migliore, stimolando le azioni in coerenza con i Principi.

HO UN ZOGNO: è la traduzione partenopea di I HAVE A DREAM.

noi abbiamo la possibilità di cambiare nel prossimo maggio con la nostra Assemblea Nazionale Straordinaria per il Programma e le Riforme: attenzione, cambiare significa scegliere. E garantirò fino alla fine che a tutti sia data la possibilità di poter influenzare il risultato finale. Cambiare significa CAMBIARE il PROPRIO ANIMO e PREDISPORLO AL BENE COMUNE. Non è detto che cambiare significa per forza cancellare il passato. Cambiare significa aprire gli occhi su altri punti di vista finora poco considerati; cambiare significa difendere dall'apatia e dalla superficialità scelte compiute nel passato e ritenute valide anche per il futuro.

E se Cambiare significa rimboccarsi le maniche, non può essere corretto occupare il futuro con il mio personale operato. Mi ero dato un programma, una scadenza, dei risultati attesi. Arrivare alla meta oggi significa aver esaurito la propria propulsione e dare spazio a tutte quelle realtà che vogliono esprimere una evoluzione da ciò che è stato realizzato finora.
E la propulsione può nascere proprio dall'Assemblea Nazionale Straordinaria.

Buon lavoro a tutti e come dice Obama, Credente, e che Dio ci aiuti in questo.

Sergio

19 gen 2009

La pace per Bernard-Henry Levy

Da Wikipedia:
Bernard-Henri Lévy (Béni-Saf, 5 novembre 1948) è un imprenditore, filosofo e giornalista francese. Diventa famoso come il giovane fondatore della scuola della nouvelle philosophie (Nuova filosofia), corrente animata da un gruppo di giovani intellettuali che esprimono il rifiuto delle dottrine comuniste e socialiste che animano i tumulti del maggio francese, muovendo un'agguerrita ed inflessibile critica morale.[1] In contrasto anche con le fortissime idee conservatrici abbracciate da alcuni intellettuali americani, sia Lévy che i Nuovi Filosofi rifiutano l'ideologia capitalista. Durante gli anni settanta, tiene un corso di epistemologia presso l'Università di Strasburgo e filosofia all'Ecole Normale Supérieure. Fu nel 1977, durante lo show Apostrophes, che Lévy viene presentato ufficialmente, accanto ad André Glucksmann, come un nouveau philosophe. Nello stesso anno pubblicò La barbarie à visage humain, sostenendo la corruzione del Marxismo. Nel 1981 pubblicò L'Idéologie française, probabilmente il suo più influente lavoro.

Da leggere il suo blog:http://bernard-henri-levy.blogspot.com/. Bellissimi spunti di riflessione.

lo meterò nei blog miei preferiti e il link sarà nel blog roll qui a lato.

buona lettura. Veramente un grande spunto per la PACE.

13 gen 2009

PER LA PACE

a volte è proprio difficile capirne di più.
www.fiammanirenstein.com per esempio. E' bene leggerlo. Per chi pregiudizialmente agisce senza leggere l'articolo della Nirenstain, stimolo a leggerlo prima di giudicare, almeno per farsene un'idea.
segnalo anche http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_03/glucksmann_2e201fe2-d979-11dd-8735-00144f02aabc.shtml; posizioni che fanno riflettere.
e poi c'è il link collegato al titolo di questo post: ti porta al sito "PER LA PACE".

E' veramente assurdo tutto ciò: pensare che se stai in Israele, non puoi viaggiare tranquillo in autobus, per strada, non puoi stare tranquillo in casa: puoi morire all'improvviso. La fatalità è lì, ti accarezza il cervello, ti coinvolge il respiro. Ricordo il mio viaggio di nozze, in Israele, nel lontano 1999: andammo a visitare Haifa e la zona a nord, quella al confine con il Libano. E solo per un caso fortuito una coppia di razzi cadde proprio sulla strada che avevamo percorso il giorno prima. E solo un mese dopo ci fu un attentato distruttivo a Nathania, a nord di Tel Aviv, proprio sulla strada - isola pedonale dove incontrammo gli amici di Deborah per caso, mangiando un gelato. chissà se ho incontrato qualcuno che poi ci ha lasciato la pelle proprio lì un mese dopo.
Se stai in Cisgiordania o a Gaza, non sopravvivi perchè sei alla fame, perchè non hai lavoro e devi andare solo al di là del muro per portare qualcosa alla tua famiglia. E se non ti fanno "uscire" per una settimana, per due o per tre, penso che qualunque padre di famiglia potrebbe impazzire per far qualcosa e sfamare chi si aspetta da te il sostegno, il coraggio, il sostentamento, la soluzione. Ma se tra tanti che escono dalla Patria per andare nell'altra zona a lavorare c'è chi è imbottito di tritolo ed il sorriso sul viso, allora impazzisco. Non so che dire. non capisco.
La chiamano zona di Sicurezza; la chiamano Patria. La chiamano Terra dei Padri, Terra Promessa, la MIA terra. E' strano che questi termini sono usati da entrambe le parti. Trovo solo che è un fazzoletto di terrà oggetto di interessi e carica di storia.
Penso che fare riunioni dicondominio non sia diverso dal fare politica in una zona in cui due popoli possono trovare forme di convivenza dignitosa, entrambi. Non riesco ad immaginare che ci sia il mio vicino di casa che, per farmi andare via, inizia a minare il mio giardino, la mia casa, rompa le mie finestre, mi saboti la porta, mi tagli le gomme dell'auto. Non capisco perchè se devo difendermi, devo reagire distruggendo casa di chi sta cercando di distruggere casa mia. Un'altra strada deve esserci.
discuto con l'amministratore, con gli altri vicini, cerco di coalizzarmi, cerco di far ragionare... E se non riesco io a farlo ragionare, troverò qualcuno che, per interesse o per buona volontà, lo farà ragionare. deve esserci un'altra via. Devo per forza ucciderlo per farlo ragionare? deve per forza uccidermi per farmi andare via? ma perchè poi dovrei andare via? ecco, è ciò che sta succedendo laggiù.

Ma non trovo responsabile reagire all'offesa con l'offesa: UN'ALTRA STRADA DEVE ESSERCI! non trovo comprensibile usare le vite altrui per difendere o colpire quella di altri per difendere un'idea o per vendicarsi: siano essi palestinasi o israeliani, siano essi di al Fathah o di Hamas. Per me è assurdo che per questioni politiche, si giochi con la vita umana.
Una volta ai ragazzi che erano in visita al Quirinale dal Presidente della Repubblica Napolitano come delegazione del CNGEI e dell'AGESCI in preparazione al Jamboree del 2007 dissi: "non vi soffermate a guardare i distintivi o le camicie che avranno gli scout che incontrerete: rappresentano modi diversi di interpretare lo Scautismo; non vi soffermate a guardare la pelle degli scout che incontrerete: esprime la zona in cui sono nati; soffermatevi sul colore del sangue di ciascuno di voi e su quello di chi incontrate: è dello stesso colore".
Vorrei urlarlo laggiù.
Vorrei urlarlo a chi sarebbe disposto a sentirlo.
Vorrei urlarlo a chi ha creato vittime in Israele e a chi ha creato vittime in Palestina.

Per ora voglio urlarlo insieme a te, che mi leggi: aiutami a dirlo in giro!!!! inventiamoci sistemi per dirlo e per farlo capire.

5 gen 2009

futuri associativi






Dall’incontro del 13 Dicembre scorso a Palazzo Chigi in Roma alla preparazione dell’ultimo tavolo dei Commissari Nazionali del Triennio da tenersi Sabato e Domenica prossima a Roma, in sede centrale. Del secondo evento ne parlerò a cose fatte. Da sapere, ora, che affronteremo il passato ed il futuro; chi continua e chi si ferma, chi cambia e chi evolve; in cosa si è sbagliato ed in cosa si è visto giusto; persone nel ruolo e ruoli per crescere personalmente.

Per ora, un report che ho scritto dell’incontro di Palazzo Chigi. Organizzato dall’Ordine Scout di San Giorgio del CNGEI di cui ringraziamo il Presidente per l’ottimo lavoro svolto.

La FIS; nella linea di rinforzare l’identità dello Scautismo Italiano, sta cercando di interpretare  i bisogni dei giovani italiani, quelli di vecchia e nuova generazione.
Una società che sta cambiando (in maniera cosciente o meno) la propria identità per effetto di forti flussi migratori, mostra difficoltà di integrazione tra i propri componenti e lo Scautismo italiano si è posto questo problema già da diversi anni. L'organizzazione dell'incontro nasce da lontano, da domande che ci siamo fatti nel comitato federale e di risposte che non ci sono: come far sì che lo scautismo sia veramente per tutti, anche per i musulmani, per i cinesi, per i marocchini, per gli ebrei?La partecipazione di Gualtiero Zanolini del Comitato Mondiale Wosm, di Fabiola Canavesi Presidente del Comitato Europeo Wagggs e Paolo Fiora,  del Comitato Europeo di Wosm, dei Presidenti del Comitato Nazionale AGESCI e di alcuni suoi componenti, nonché del Consiglio Nazionale CNGEI e dei Commissari Nazionali, ha esaltato l'importanza dell'argomento e hanno sottolineato il quanto le associazioni credano in questo progetto.L’incontro è stato organizzato su invito, proprio perché le associazioni hanno ritenuto importante il servizio offerto dall’Ordine Scout di San Giorgio nell’organizzare l’incontro promosso dal CNGEI per gli addetti ai lavori (DIRIGENTI NAZIONALI).

 

Molti gli spunti interessanti:  federico Lunardi, in qualità di Presidente dell’OSSG che presiedeva l’incontro, ha affermato l’importanza di far chiarezza nel percorso senza false illusioni: fare patti chiari con i nuovi giovani, tutti con la proposta di scautismo e, punto nodale, la definizione dell’Altro: “l’altro è il mio simile: simile nell’alterità, altro nella somiglianza” citando un passo di studi filosofici, ma che rende molto chiaramente l’importanza di sentirsi parte della fraternità mondiale dell’Umanità.

Il Prof. Valtolina dell’Università di Milano ha sottolineato l’importanza di capire il metodo per definire sempre meglio la propria identità attraverso il confronto, l’apertura agli altri. Il diventare multietnici è un processo che spaventa ma che è irreversibile e i bambini non hanno i cromosomi del razzismo: essi possono aiutare e molto il processo di identificazione dell’identità. E noi quindi possiamo veramente fare tanto per costruire un’Italia migliore.

E’ importante anche saper costruire dei modelli di riferimento per i giovani immigrati o per i figli dei giovani immigrati: infatti essi hanno problemi forti a vivere la propria fase adolescenziale (quella del mito da imitare) in quanto la società in cui vivono hanno modelli diversi dai loro culturalmente e socialmente. O si contrappongono o si assimilano. Il percorso più giusto è costruire insieme a loro un modo di rapportarsi alla società in maniera più equilibrata, con modelli che si ispirano ai Valori in cui loro possono riconoscersi e con persone che sanno essere di esempio. Chi, se non un capo scout, educatore di oggi? Ovviamente, un’attenzione forte deve essere posta verso le religioni, soprattutto quelle minoritarie: esse marcano fortemente la propria identità se vissute nel profondo. E un’occhio forte sul concetto di famiglia, nucleo centrale di qualunque società.

Il Prof. Ferrari dell’Università di Milano ha sottolineato il fatto che per costruire una nuova società c’è bisogno non solo di confronto tra identità differenti, ma saper mettersi in gioco realmente: cioè essere pronti a rinunciare ad una parte di se per trovare un punto che possa essere condivisibile da tutti, dove tutti possono trovare la propria identità. Ed i percorsi di avvicinamento con le altre identità, le altre etnie, devono avvenire in maniera specifica: chiedere cose differenti a ciascuna etnia secondo i propri bisogni. Nel fare l’offerta educativa, dovremo fare attenzione a porci in maniera differente a seconda degli interlocutori. Quindi un progetto unico di integrazione ma che sappia differenziarsi nei percorsi offerti a seconda delle etnie.

Il riferimento a Dio nei principi religiosi diventa un punto di riferimento e di rispetto reciproco tra credenti e tra credenti e non credenti: riuscire a rispettarsi su questo è la carta vincente. In conclusione,

l’integrazione genera una nuova Identità (una terza) ma che non esclude quelle precedenti, ma parte da loro mettendole in gioco per sintetizzarne un’altra che le comprenda nei punti di unione e che generi il rispetto nei punti che le divide.

Il Prof. Martelli mette in risalto la Relazione quale metodo di complessità per generare l’integrazione. Il suo messaggio è uno stimolo a guardare il rapporto educativo quale sfida massima nelle diversità.

Lorenzo Maggini invitato a partecipare al convegno, ha offerto diversi spunti, ponendo la questione del come fare per cercare cosa unisce chi crede e chi non crede, come far superare la diffidenza e la chiusura reciproca nel confronto, come garantire le pari opportunità a tutti nei nostri ambienti a partire dalle diverse culture e come tradurre ciò in proposta educativa. Ha poi portato un esempio del progetto della sezione di firenze, il progetto Caleidoscopio, progetto che vede il passaggio attraverso le comunità locali di contatto tra gli immigrati e l’associazionismo.

Le domande che alla fine mi vengono  e mi fanno riflettere sull’argomento sono le seguenti:

come dare una risposta ampia ai bisogni dei giovani? Al sud, per esempio, le esigenze sono molto più forti e, volendo, primarie: lavoro, casa prima che arrivare al “lusso” del divertimento. Quale risposta dare ai giovani che possono essere attirati dalla realizzazione del soldo facile ma “esistenziale” dell’illegalità? Possiamo dare risposta noi, da scout?

L’accoglienza è il presupposto, ma è UNIRE che è la vera scommessa: come fare nelle diverse parti d’Italia? Quali proposte per non rinunciare alla nostra identità CNGEI ma per ampliare la proposta scout?

Creare dei gruppi a prevalenza etnica o religiosa, con punti di garanzia per il cngei – l’impossibilità a diventare sezione, il poter essere gruppo a prevalenza solo se è inserito in una sezione standard e con un minimo di 3 attività all’anno di confronto con altri gruppi standard o di differente prevalenza, può essere una proposta?

O cercare di aiutare la nascita di associazioni monoconfessionali o monoetniche ed accompagnarle al percorso di riconoscimento FIS?

L’obiettivo nostro deve essere quello di garantire la diversità attraverso il dubbio per la ricerca di una Verità complessa e dinamica.

Da Lì ci siamo spostati nella nuova sede centrale del CNGEI per festeggiare il trasferimento. E ci hanno onorato della loro preziosa e fraterna presenza, Fabiola Canavesi, Presidente del Comitato Europeo Wagggs e Roberto Cociancich Commissario Internazionale Wosm per la Federazione Italiana dello Scautismo.

OMAGGIO A TROISI

La Reggia di Caserta: il mio Sogno Eterno

Dissacrante ed esilarante!

ptg leone 1982 sez. Portici

ptg leone 1982 sez. Portici

La notte dei cristalli: germania, 9 novembre 1938

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